Qui purtroppo non si osa


Pubblicato il 13/01/2018
Ultima modifica il 11/01/2018 alle ore 01:31

Fra i vari motivi che rendono difficile l’affermazione di un cinema d’animazione italiano, la differenza di budget con il prodotto americano non è dei minori: i meravigliosi cartoni della Disney costano decisamente un botto. Ma ci sono altri problemi: la mancanza di senso del romanzesco, l’incapacità di creare una riuscita sequenza d’azione, di mescolare il drammatico e il comico, di saper osare. Così Leo da Vinci Missione Monna Lisa di Sergio Manfio rappresenta un’altra occasione perduta.  

 

Il rinascimentale Leo assomiglia a un qualsiasi adolescente di oggi, spigliato ma non geniale, che utilizza alcune sue scoperte - fra cui lo scafandro - per trovare un tesoro in fondo al mare, evitando all’amata Lisa il matrimonio di convenienza con un ricco fessacchiotto. A ostacolare l’impresa intervengono pirati ansiosi di impadronirsi del bottino, mentre sul fronte dei «buoni» entrano in scena un’orfanella e un ragazzino pieni di risorse.  

 

Storia standard, colline, Firenze, isola di Montecristo dal disegno standard; e una televisiva riproposizione dei moduli hollywoodiani, a dispetto della conclamata volontà di distaccarsene.  

 

LEO DA VINCI. MISSIONE MONNA LISA  

Cartoon 

Di Sergio Manfio 

Italia, 2018 

**  

 

*****AVVISO AI LETTORI*************
Segui le news di La Stampa Spettacoli su Facebook (clicca qui)
*********************************

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi