Influenza, allerta per il picco

Nel piano di emergenza Asl più posti letto e personale. I medici: “Al Pronto Soccorso solo in casi estremi”
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Pubblicato il 14/01/2018
vercelli

Allerta influenza negli ospedali del Vercellese. Gli esperti avevano annunciato l’arrivo del picco influenzale tra la fine di dicembre e le prime due settimane di gennaio, e così è stato: il 2018 è iniziato con un elevato numero di accessi al Pronto Soccorso, e le sale d’attesa degli studi medici prese d’assalto. Negli ultimi otto giorni oltre mille persone si sono presentate al piano terra dell’ospedale Sant’Andrea, con una media di circa 130 accessi al giorno. Dei mille pazienti registrati, circa 120 si sono trasformati in ricoveri, a causa dell’aggravio delle condizioni di salute, di cui una sessantina destinati all’area medica; il numero più elevato si è registrato nei reparti di Pneumologia, quindi per malattie riconducibili all’apparato respiratorio, e di Medicina. 

 

La direzione generale dell’Asl Vc sottolinea che si tratta per lo più di pazienti anziani, con patologie pregresse, che a causa dell’influenza stagionale subiscono un aggravamento delle proprie condizioni cliniche. Tra le malattie più riscontrate ci sono polmoniti, bronchiti croniche riacutizzate e scompensi cardiaci. Contrariamente a ciò che alcune organizzazioni hanno denunciato (ad esempio il Nursing Up, sindacato degli infermieri, ma anche la Federazione dei medici di base del Piemonte) circa la mancata organizzazione di un piano d’azione condiviso, l’Asl precisa che già a novembre scorso aveva redatto un programma ad hoc per fronteggiare al meglio il numero elevato di malati che si sarebbero presentati sia al Sant’Andrea che al Ss.Pietro e Paolo di Borgosesia. «Con l’obiettivo - spiegano dalla palazzina di corso Abbiate - di non giungere impreparati in un momento che storicamente, a causa dell’influenza stagionale, mette a dura prova le forze interne degli ospedali su tutto il territorio regionale». 

 

Ecco nel dettaglio il piano, che prevede più posti letto e più personale. All’interno del dipartimento chirurgico del S.Andrea sono stati attivati 12 posti letto da dedicare a pazienti di area medica; fino al 29 gennaio sono state sospese le attività di «day surgery», cioè i piccoli interventi effettuati con dimissioni nella stessa giornata. Lo spazio abitualmente dedicato a quest’attività viene invece riservato a pazienti chirurgici a media e bassa intensità ricoverati nell’arco delle 24 ore.  

 

Al tempo stesso, per distribuire il carico di lavoro, l’azienda sanitaria ha previsto un supporto straordinario con infermieri provenienti da un’agenzia interinale. Per i primi tre l’incarico è stato affidato con delibera dell’11 gennaio, «considerata l’urgente necessità per fronteggiare le criticità legata al periodo influenzale», ma la stima della direzione generale è di 10 infermieri impiegati per l’emergenza. Le azioni messe in atto in questi giorni, continua la direzione generale, «sono frutto di un processo condiviso all’interno, in cui sono state prese misure specifiche affinché ogni passaggio potesse essere gestito al meglio». Per affrontare l’emergenza è stato costituito l’A&D Team («Admission and discharge team»), un gruppo formato da diversi professionisti con il compito di gestire i pazienti, pensare alle soluzioni più appropriate, assistere il malato dall’ingresso in ospedale alla dimissione.  

 

Infine dai medici ospedalieri arriva un appello: «Ricordiamo a tutti di limitare gli accessi in Pronto Soccorso esclusivamente a situazioni di fragilità e criticità: se non ci sono condizioni particolari, anche in presenza di febbre alta, è preferibile rivolgersi alle ulteriori strutture presenti sul territorio, come i medici di Medicina generale e continuità assistenziale». 

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