15/01/2018

Considerata la rilevanza quantitativa delle spese per il recupero del patrimonio edilizio non è raro che i familiari conviventi sostengano le stesse in luogo degli effettivi proprietari, in conseguenza ad esempio di una diversa capacità reddituale. È bene chiarire che la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio spetta al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché abbia sostenuto le spese e le fatture ed i bonifici siano a lui intestati.  

 

Per fruire della suddetta detrazione non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato, essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, lo status di familiare convivente alla data di inizio dei lavori per i quali si vuole richiedere la specifica detrazione d’imposta. E’ bene però precisare che la detrazione compete al familiare convivente per le spese sostenute in una qualsiasi delle abitazioni in cui si esplica la convivenza, purché tale immobile risulti a disposizione, quale è ad esempio la seconda casa al mare o in montagna; di conseguenza non è assolutamente spettante, sempre ad esempio, nel caso di abitazione del coniuge data in comodato ad un figlio. E’ lo stesso art. 5 del Tuir a definire, dal punto di vista fiscale, quali soggetti si possano intendere familiari conviventi, ovvero il coniuge, i parenti entro il terzo grado (figli, nonni, ecc.) e gli affini entro il secondo grado (ad esempio i suoceri), a cui va ad aggiungersi, ex Legge 76/2016, il convivente more uxorio. Ferme restando le ordinarie condizioni di spettanza, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione. Per quanto concerne il caso di intestazione della fattura e del bonifico al possessore o detentore e non al familiare convivente, la Circolare 11/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate, in aderenza a un principio generale, ai fini del riconoscimento della detrazione all’avente diritto, ha ammesso l’annotazione sul documento della percentuale di spesa sostenuta dal familiare convivente. 

 

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