Alla scoperta della Constantia Valley, culla del vino sudafricano


Pubblicato il 21/01/2018

Lasciamoci alle spalle Cape Town, la “città madre” del Sudafrica, e i suoi seducenti panorami sull’Oceano e sulla Table Mountain. Ci aspetta un indimenticabile viaggio ad alta gradazione, che porta dritto nella culla di uno dei tesori del Paese: il vino. Già, perché fu proprio nella Constantia Valley che nel 1688 fu dato il via alla moderna cultura della vite in Sudafrica. L’intuizione fu dell’allora governatore Simon van der Stel convinto che la combinazione tra clima e caratteristiche del terreno potesse essere quella giusta per produrre bottiglie di qualità almeno simili a quelle che gustava nella sua Vecchia Europa.  

Van der Stel ci vide giusto, le caratteristiche mineralogiche del terreno e le brezze che provenivano dall’Oceano Atlantico e dall’Oceano Indiano fecero la loro parte, insieme all’esperienza maturata nella natia Olanda. 

 

 

In breve nella Constantia Valley, ad appena 20 minuti d’auto da Cape Town, giunsero altri produttori, tutti decisi a ottenere il massimo da quel luogo magico. E sono ancora nove le aziende vitivinicole attive tra queste colline, oggi altrettante tappe della più antica wine route sudafricana. Tutte meriterebbero una sosta, attrezzate come sono con ristoranti, sale degustazione, programmi di visita.  

 

Noi abbiamo scelto, in verità senza troppa fantasia, di visitare per prima la Groot Constantia, l’azienda dove tutto è iniziato. La qualità dei suoi vini è rinomata in tutto il mondo, a cominciare da quel Grand Constance che oggi è l’icona delle etichette sudafricane ma che già era apprezzato anche da Napoleone Bonaparte che se ne faceva spedire grandi quantità . Il tour della tenuta racconta i suoi tre secoli di storia e permette di ammirare l’originale Cape Dutch Manor House, la Cloete Cellar dove nacque il Grand Constance, il museo del vino e di storia, l’esposizione di arte locale, le cantine moderne e naturalmente i vigneti. E’ un vero e proprio viaggio nel viaggio da effettuare per intero e rigorosamente prima delle degustazioni: solo così Chardonnay, Sauvignon, Shiraz e il delizioso Blanc de Noir si rivelano nella loro interezza. 

 

 

Compiuto il doveroso pellegrinaggio alla madre di tutte le cantine scegliamo di evitare le altre stelle della Constantia Wine route – come Klein Constantia e Buitenverwachting – per andare alla scoperta di aziende meno frequentate. 

Beau Constantia è una di queste. Ama definirsi cantina-boutique ed è stata rifatta di recente dopo essere stata devastata da un incendio. Qui dominano tecnologia e design contemporaneo, ma sono l’atmosfera rilassata e i filari piantati sui ripidi pendii del Capo con sullo sfondo la meravigliosa False Bay che introducono alla degustazione del suo pluripremiato Viognier o del sorprendente Lucca, un classico ed elegante blend in stile bordolese di Merlot e Cabernet Franc.  

 

 

Occorre invece superare il valico di di Constantia Neck per raggiungere la Eagles Nest, la fattoria di inizio ‘800 nata come stazione di ristoro per chi doveva raggiungere il porto di Hout Bay. Di quell’epoca sono rimasti diversi edifici, destinati all’accoglienza e alla lavorazione delle uve raccolte da pendii molto impervi ma bene esposti. Non c’è confusione e i turisti sono poco numerosi, forse trattenuti della cantine più velocemente raggiungibili. Peggio per loro. Il Little Eagle Rosè dal particolare aroma di fragole e mirtilli è una delizia. Da assaporare con calma mentre lo sguardo si perde fino all’Oceano. 

 

Info: 

www.constantiavalley.com  

 

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