L’ospedale di Aosta non ha pediatri e così Bertone non può allenarsi con la Nazionale di atletica

La maratoneta, venticinquesima alle Olimpiadi di Rio e detentrice del record del Mondo Over 45, non può partecipare ai raduni perché l’Usl non le ha dato il permesso.


Pubblicato il 27/01/2018
Ultima modifica il 27/01/2018 alle ore 16:51
AOSTA

Mancano medici pediatri all’ospedale di Aosta e quindi Catherine Bertone, classe 1972, maratoneta (25/a alle Olimpiadi di Rio 2016) e dipendente dell’Usl della Valle d’Aosta, non riesce a partecipare agli allenamenti collegiali della nazionale di mezzofondo. L’azienda sanitaria le ha negato la domanda di part-time ma anche la richiesta di permessi non retribuiti. Per essere presente al prossimo raduno di Tirrenia (a febbraio) ha dovuto prendere ferie e lo stesso farà ad agosto per essere al via del Campionati Europei di Berlino.  

 

A denunciare la situazione è Jean Dondeynaz, presidente della Fidal Valle d’Aosta: «Quello che sta patendo Catherine Bertone evidenzia la singolarità di un atleta di livello internazionale con un impegno lavorativo particolare; con un collegato limite normativo relativamente al quale nessuno è mai intervenuto». 

 

«Da una parte abbiamo un’atleta che, a suon di risultati, si è guadagnata spazi e convocazioni per le massime manifestazioni internazionali andando a rappresentare l’Italia - spiega - e dall’altra si rileva un evidente limite che nega all’atleta stessa di potersi preparare e giocarsi al meglio le proprie chance. Questa situazione non trova spazio nei contratti di lavoro penalizzando quegli atleti, come Catherine, che svolgono attività sportiva di alto livello». 

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