06/02/2018
Rosalba Miceli

Ci siamo mai chiesti quanto della nostra cultura, sensibilità e carattere traspare dalla parole che usiamo? O quanto è importante essere liberi di esprimersi ed essere rispettati? Spesso le nostre emozioni, soprattutto quelle non consapevoli, rischiano di determinare comunicazioni difficili e conflittuali. L’eccessiva identificazione con noi stessi, tipica delle situazioni in cui siamo in difficoltà, attiva le difese automatiche che limitano o alterano il flusso delle informazioni. In tali circostanze, la capacità di ascolto si restringe e le nostre affermazioni possono così essere permeate dal tentativo di vincere anziché dal reale desiderio di comunicare. Non è infrequente l’uso di parole ostili nei confronti delle argomentazioni dell’altro.  

 

Se, in un contesto comunicativo tra giovanissimi, viene «sdoganato» il discorso d’odio, le conseguenze possono rivelarsi imprevedibili, soprattutto per i soggetti più vulnerabili. Come emerge dai dati preliminari della ricerca “EU Kids Online per MIUR e Parole O_Stili”, sui rischi e opportunità di Internet per bambini e ragazzi, di fronte all’hate speech il sentimento più diffuso è la tristezza (52%), seguita da rabbia (36%), disprezzo (35%), vergogna (20%). Complessivamente cresce la percentuale di ragazze e ragazzi che vivono esperienze negative navigando in Internet: erano il 6% nel 2010, sono diventati il 13% nel 2017. Il 31% degli 11-17enni dichiara di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi rivolti a singoli individui o gruppi di persone, attaccati per il colore della pelle, la nazionalità o la religione. Ma nel 58% dei casi gli intervistati ammettono di non aver fatto nulla per difendere le vittime. La difficoltà ad affrontare il fenomeno, insieme all’idea che il web debba continuare ad essere un luogo in cui esprimersi liberamente, conduce, nella maggior parte dei casi, ad accettare, senza necessariamente giustificare, alcuni comportamenti e contenuti offensivi e discriminatori che minano la fiducia comune e la possibilità di relazioni autentiche in rete. 

 

La ricerca è stata condotta dall’OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione) dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’ATS Parole Ostili (formata da Associazione Parole O_Stili, Università Cattolica e Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo). I dati sono stati presentati il 29 gennaio a Roma alla presenza della Ministra dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, in occasione dell’evento “Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te”, organizzato dal MIUR per lanciare il programma di iniziative sulla navigazione sicura e responsabile in Rete previsto nella prima settimana di febbraio.  

 

Si comincia il 6 febbraio. Al teatro Brancaccio di Roma si celebra il Safer Internet Day 2018 (#SID2018), la Giornata internazionale dedicata alla navigazione sicura in Rete e alle opportunità che questa può offrire alle ragazze e ai ragazzi. L’evento è organizzato in Italia dal Consorzio Generazioni Connesse, attivato per promuovere un corretto uso della Rete e contrastare il cyberbullismo, e coordinato dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR. In concomitanza con il Safer Internet Day si terrà anche la seconda edizione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola dal titolo “Un Nodo Blu - le scuole unite contro il bullismo”. Le studentesse e gli studenti, gli istituti scolastici e i partner che aderiscono all’iniziativa condivideranno e rilanceranno mediante i loro canali di comunicazione il “Nodo Blu”, simbolo della lotta nazionale delle scuole italiane contro il bullismo.  

 

Il MIUR, in seguito all’entrata in vigore della Legge 71/2017 per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e dell’emanazione delle successive Linee di orientamento, è impegnato nell’attuazione di un piano nazionale di formazione dei docenti referenti su queste tematiche. Il Piano comprende la creazione di una piattaforma che sarà realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Firenze. La piattaforma sarà disponibile da aprile e si chiamerà ELISA (E-learning degli Insegnanti sulle Strategie Antibullismo).  

 

Un altro evento di rilievo nazionale è previsto il 9 febbraio presso la sede milanese dell’Università Cattolica con l’iniziativa “Parole a scuola”, una giornata di formazione gratuita per docenti sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi organizzata dall’ATS Parole O_Stili, in collaborazione con il MIUR. Dopo una fase plenaria, in cui saranno presenti la Ministra Fedeli (che illustrerà in modo più approfondito la ricerca “EU Kids Online per Parole O_Stili”) e la Presidente della Rai Monica Maggioni, gli insegnanti parteciperanno a 30 tra lezioni frontali e workshop per un totale di 3.600 ore di formazione gratuita. Durante la giornata del 9 febbraio, inoltre, l’Associazione Parole O_Stili consegnerà ai docenti oltre 100 schede didattiche, uno strumento operativo per affrontare i temi dell’educazione e della cittadinanza digitale attraverso i 10 principi del “Manifesto della comunicazione non ostile”, già adottato e diffuso dal MIUR nelle scuole italiane con l’avvio dell’anno scolastico in corso. 

 

L’iniziativa ha avuto il suo primo momento di confronto a Trieste nel febbraio 2017, appuntamento durante il quale è stato redatto il “Manifesto della comunicazione non ostile”, una carta scritta e votata da una community di oltre 300 comunicatori, blogger e influencer, che raccoglie 10 princìpi di stile per ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete. Analizziamoli uno per uno. Virtuale è reale, ovvero dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona; Si è ciò che si comunica: le parole che scelgo raccontano la persona che sono, mi rappresentano; Le parole danno forma al pensiero, quindi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso; Prima di parlare bisogna ascoltare, nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura; Le parole sono un ponte: scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri; Le parole hanno conseguenze, allo stesso modo delle azioni; Condividere è una responsabilità: condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi; Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare (non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare); Gli insulti non sono argomenti e di conseguenza, non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi. Infine, Anche il silenzio comunica. Quando la scelta migliore è tacere, taccio. 

 

Programma e iscrizioni su: http://paroleostili.com/parole-a-scuola-il-programma/  

 

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