Due arresti per la spaccata nel negozio Moncler di Courmayeur: agivano con efficienza militare

Un terzo uomo è ricercato. La svolta nelle indagini dopo un controllo casuale a Torino. I carabinieri hanno ricostruito il furto minuto per minuto.

La spaccata nella centralissima via Roma di Courmayeur


Pubblicato il 07/02/2018
Ultima modifica il 10/02/2018 alle ore 10:33
aosta

Tutto in un’ora. Quella che i carabinieri hanno battezzato «banda del mattone» agiva rapida, attenta, con un approccio quasi militare. Nelle prime ore di sabato 6 maggio avevano rubato due auto nel piazzale della concessionaria Nuova Autoalpina del Pont Suaz, a Charvensod, per poi utilizzarle per un furto con spaccata alla Moncler di Courmayeur, in via Roma. I carabinieri hanno individuati i «pendolari del furto» e, con ordinanza del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Colazingari, firmata ieri, ne hanno arrestati due per furto aggravato in concorso.  

 

Ai domiciliari è finito Tudor Lucian Dima, cittadino romeno classe 1984, residente a Torino; Ciprian Brasoveanu, romeno del 1982, era già detenuto al carcere Lorusso e Cutugno di Torino perché arrestato in flagranza durante un altro furto con scasso. Andrei Alexandru Istoc, romeno del 1986, risulta irreperibile ed è ricercato dalle forze dell’ordine. I carabinieri di Aosta e quelli di Torino pensano si sia allontanato dal territorio nazionale, forse per fare ritorno in Romania. 

 

«Da quando è stata scoperta questa banda non ci sono più state spaccate a Courmayeur» dice con soddisfazione il capitano Danilo D’Angelo, comandante del gruppo di Aosta dei carabinieri. Il pm Carlo Introvigne, che ha chiesto e ottenuto la misura cautelare per i tre ladri, spiega: «Di fronte a fatti gravi, l’impegno della procura e delle forze dell’ordine non si arresta. Le indagini sono proseguite per 6-7 mesi, mettendo insieme un puzzle. C’erano tanti indizi, non ci si è mai fermati». 

 

La banda è stata individuata grazie a un controllo «casuale» a Torino: su un’auto di grossa cilindrata c’era un blocco di cemento da cantiere, come quello ritrovato a Courmayeur davanti alla Moncler e in altri furti, una corda e alcuni estintori, utilizzati in altri casi per neutralizzare la videosorveglianza. Da lì la comparazione delle immagini di sorveglianza alla concessionaria, i dati dei transiti autostradali e gli abiti indossati dai ladri hanno fatto il resto. 

 

La notte tra venerdì 5 e sabato 6, Dima, Brasoveanu e Istoc hanno agito in modo rapidissimo: con cellulari spenti per non essere rintracciabili con i tabulati delle celle telefoniche, alle 4,34 sono entrati all’Autoalpina, lasciando un’auto «pulita» in un luogo sicuro per poi recuperarla dopo il colpo. Alle 4,37 sono usciti dalla concessionaria con un’Abarth 500 e un’Alfa Romeo 159 station wagon. Alle 4,43, utilizzando un telepass della concessionaria, sono entrati in autostrada, per arrivare alle 5,05 nell’area pedonale di Courmayeur. Alle 5,10 è scattato l’allarme della Moncler, dove i ladri hanno portato via merce per 40 mila euro. La 500, che era «ricoverata in concessionaria per dei problemi» dice D’Angelo, li ha abbandonati a Courmayeur, ma in 15 minuti con l’Alfa erano già al casello di Aosta Ovest; la 159 è stata ritrovata a luglio ad Asti.  

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