La posta
di Maggi
12/02/2018
Le offerte sul mercato possono cambiare di mese in mese Una ricerca offre la chance di migliorare la performance

Possiedo una casa di proprietà, quattro appartamenti di cui uno dato in affitto, un casale con terreno, una pensione dignitosa e una somma di denaro di circa 1 milione di euro parcheggiata su un conto deposito vincolato con tasso annuo lordo dello 0,90%. Tale denaro mi servirebbe qualora i miei due figli decidessero di sposarsi (comprerei loro la casa), per cui non vorrei impegnarmi in investimenti di medio lungo termine. Né intendo espormi in investimenti più redditizi, ma anche più rischiosi. Per ottenere un rendimento più interessante (del tipo dell’1,5%-2%) cosa mi consiglia? Naturalmente escludo l’acquisto per mero investimento di altri immobili, visto che già ne posseggo e che oggi la locazione di essi comporta molti rischi e spese condominiali.  

Umberto F.  

La forte concorrenza fra le banche nel cercare di raccogliere liquidità dà ai correntisti l’occasione di tentare di alzare il proprio attuale tasso d’interesse. Lo strumento del conto di deposito vincolato è quello classico per chi non vuole impegnarsi in investimenti di medio-lungo termine ed una ricerca attiva tra le varie offerte sul mercato, che possono cambiare di mese in mese, offre la chance di migliorare la performance. La chiave è approfittare delle «promozioni», frutto delle differenti strategie di marketing, che sono rintracciabili sui tanti siti web che offrono, specificamente, confronti costanti tra le condizioni presentate dalle banche. A titolo di esempio abbiamo provato (8 gennaio 2018) a sondare uno dei siti specializzati, ConfrontaConti.it, dichiarando di voler depositare 500mila euro per un anno. Secondo la ricerca del sito, la banca che offre di più, e proprio quell’1,5% lordo indicato dal lettore, è la Santander Consumer Bank: per mezzo milione vincolato per 365 giorni il suo Conto, denominato IOSCELGO, garantisce dopo un anno un guadagno reale di 4550 euro. Il tasso effettivo è dello 0,91%, che risulta dalla sottrazione di 1000 euro (spese di bollo) dai 5550 euro di interessi netti. La Banca spagnola Santander, che controlla la Santander Consumer Bank, ha un rating di Moodys A3, quindi “da investimento” e non speculativo. I siti che permettono questa caccia al miglior offerente sono svariati, ed il consiglio è di visitarne il più possibile per trovare la banca più generosa. Sempre con l’avvertenza di verificare, però, che il rating dell’istituto sia soddisfacente, ossia sempre nella fascia “da investimento”.
 

Il dividendo dei titoli Exor

Ho 1.000 Exor che nel 2017 hanno fruttato un dividendo lordo di 350€. Gli olandesi hanno prelevato il 15% ( €52,50); la BCC Caraglio ha applicato il 26% di imposta italiana alla cifra rimanente, per un netto finale di 219,50. 

È possibile recuperare qualcosa della tassazione olandese? Il sito Exor mi ha detto di rivolgermi al mio intermediario italiano, la mia banca non sa cosa fare. 

Marisaldi

 

I dividendi esteri sono assoggettati a doppia tassazione: prima “alla fonte” (ossia nel Paese di residenza della società che li distribuisce); poi sull’ammontare netto è applicata la ritenuta italiana. In virtù delle convenzioni stipulate dall’Italia per evitare la “doppia tassazione” è possibile recuperare parte del valore del dividendo iniziale. Purtroppo la maggior parte delle banche non ha idea di come si proceda a tale operazione di recupero; e quelle che lo fanno spesso si fanno pagare fior di commissioni. Sul sito web dell’Agenzia delle Entrate si possono scaricare i moduli “tax claim” di richiesta di rimborso, in genere in inglese. Una volta compilato, occorre allegare la certificazione della banca atta a comprovare il prelievo effettivo della “ritenuta Paese”, far vidimare il modulo dall’Agenzia delle entrate, “inviare per raccomandata internazionale la documentazione al Paese di competenza. Una procedura complessa che spiega perché molti rinuncino (specie per importi modesti) a ricuperare quanto sarebbe un loro diritto.

Previdenza e donne violentate

Ho letto l’interessante articolo sulle prestazioni lavorative e previdenziali messe a disposizione delle donne che subiscono violenza. È vero che la legge di bilancio di quest’anno ha apportato novità alla normativa? 

G. F.

 

E’ proprio così. Le prestazioni a sostegno delle donne (congedo retribuito per 3 mesi e contributi figurativi per la pensione) sono state estese (art.1, comma 217, della legge 205/2107) anche alle lavoratrici del settore domestico: colf, badanti, baby sitter, ecc. E’ stata tolta l’assurda esclusione posta a danno delle interessate nel corso dei primi tre anni di applicazione della normativa.

Fabbrica di corsetteria

Le presento la situazione di mia moglie per capire quali sono le attuali possibilità di accedere alla pensione. Nata il 7 agosto 1955, ha iniziato a lavorare in una piccola fabbrica di corsetteria da giugno del 1971 fino a dicembre del 1999, anno in cui il proprietario ha chiuso l’attività per crisi per cui, dopo aver preso 6 mesi di disoccupazione, è rimasta senza lavoro con 29 anni di anzianità e 1.457 settimane di contributi e ora è a mio carico, pensionato. 

Giovanni Aloi

 

Purtroppo il pensionamento è lontano. In base all’attuale normativa e alle tavole Istat sua moglie potrà avere la pensione solo dal mese di dicembre 2022 con 67 anni + 2 mesi di età. Così è, salvo future modifiche.

Scioglimento supercondominio

Poiché tutti gli abitanti del condominio in cui risiedo vorrebbero separarsi dal supercondominio di cui facciamo parte, mi chiedo quali siano i passi per poter recedere tenendo conto dei possibili, eventuali, limiti? 

L.G. A norma degli articoli 61 e 62 disp. att. c.c., il condominio originario e quindi anche il supercondominio può essere sciolto mediante la costituzione di condominii separati. Se lo scioglimento non comporta innovazioni, la delibera relativa deve essere approvata con le maggioranze previste dall’art. 1136, secondo comma, c.c. (maggioranza degli intervenuti oltre alla metà dei millesimi). Ove invece si rendano necessarie innovazioni, le maggioranze richieste per la delibera sono quelle di cui all’art. 1136, penultimo comma, c.c. (maggioranza degli intervenuti ed almeno i 2/3 delle quote millesimali). Nel caso in esame sussiste l’unanimità di tutti i condomini, pertanto il supercondominio può essere sciolto, con la costituzione di condominii separati, senza ricorso alla autorità giudiziaria.  

 

glauco.maggi@mailbox.lastampa.it
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