12/02/2018

L’art. 16, comma 2 del Decreto Legge n.63 del 2013 ha previsto l’introduzione della detrazione del 50% spettante per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, la quale spetta nel limite di 10.000 euro (da spalmarsi in 10 anni) per ciascuna unità immobiliare. Le varie Leggi di Bilancio hanno via via prorogato tale disposizione. In ultimo la Legge di Bilancio 2018 l’ha ulteriormente prorogata prevedendo peraltro alcune variazioni rispetto al passato. 

 

Secondo la norma originaria l’acquisto dei beni agevolati negli anni dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, doveva essere necessariamente collegato al sostenimento di spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio eseguiti a far data dal 26 giugno 2012. Con la proroga dell’agevolazione all’anno d’imposta 2017 la detrazione del 50% è resa possibile solo in presenza di acquisti effettuati nello stesso anno e di lavori di ristrutturazione edilizia iniziati a far data dall’1 gennaio 2016 (quindi nel 2016 o nel 2017). 

 

Come si diceva, la Legge di Bilancio 2018, al fine di sostenere ancora una volta un settore che sta sicuramente sopportando un periodo di grave crisi economica, ha prorogato ancora una volta la norma qui commentata ma, nel contempo, ha limitato il beneficio agli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici effettuati nel 2018 in connessione a lavori di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dall’1 gennaio 2017. Pertanto, così come recentissimamente confermato dalla stessa Agenzia delle Entrate, i lavori di ristrutturazione debbono essere iniziati o nel 2017 o nel 2018 per poter beneficiare della detrazione gli acquisti di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (ovvero A per i soli forni) effettuati nell’anno 2018. Per le spese del 2018, al fine di calcolare la capienza delle spese nell’ammontare massimo previsto di 10.000 euro, occorrerà tener conto anche di quelle sostenute nell’anno 2017 sullo stesso immobile ristrutturato. Per quanto riguarda le modalità di pagamento ammesse (ed altre specificazioni), restano validi i passati chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (si veda, una per tutte, la Circ. 7/E/2017). 

 

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