Briona e Fara Novarese verso la fusione: stasera un incontro per discutere il progetto

I due comuni diventerebbero un’unica realtà da 3.200 abitanti, confronto sul nome della nuova città


Pubblicato il 12/02/2018
NOVARA

Due Comuni dei Colli Novaresi intendono fondersi per diventare un’unica realtà amministrativa da 3200 abitanti. La fusione di Briona e Fara Novarese entro il 2018, porterebbe la riduzione a 87 del numero dei Comuni della provincia di Novara. Il confronto per definire la nuova denominazione è già stato avviato. 

 

Scartate da subito le ipotesi FaraOna o BrionAra, la decisione finale potrebbe orientarsi su Fara con Briona oppure sull’evocativo Monteregio. Il progetto di fusione verrà spiegato durante l’incontro pubblico organizzato dal circolo del partito democratico di Carpignano Sesia alle 21 di stasera (lunedì 12 febbraio), nella sala del centro anziani di via Velini 2 a Briona.  

 

Per la prima volta si confronteranno sull’argomento in seduta pubblica i due sindaci Maurizio Boriani di Briona ed Ennio Prolo di Fara. Nelle ultime settimane del 2017 a Fara, dopo un’affollata conferenza pubblica di presentazione, è stata condotta una consultazione popolare spontanea, senza vincolo di risultato. I «votanti» sono stati 213 a fronte del migliaio che ne avrebbe avuto diritto. Il 90 per cento si è espresso a favore dell’aggregazione delle due municipalità. A Briona da metà gennaio sono state recapitate alle famiglie 500 lettere che annunciano l’avvio del potenziale percorso di fusione. 

 

I vantaggi della fusione partono da una dotazione di finanziamenti a cinque zeri: «La stima realistica - spiega il sindaco di Fara Ennio Prolo - suggerisce che sul territorio del Comune unificato giungeranno 400 mila euro all’anno per 10 anni. Saranno fondi “universali” non soggetti cioè al patto di stabilità. Potranno essere utilizzati senza vincolo di destinazione quindi per fare investimenti importanti in strutture di pubblica utilità ma anche per abbassare le tasse a beneficio di tutti i residenti».  

 

Il primo cittadino di Briona Maurizio Boriani è convinto dei vantaggi della fusione ma ha nella sua giunta comunale l’assessore Lidio Migliorini, che non ha fatto mistero di essere contrario. In paese danno inoltre per imminente la costituzione di un comitato No fusione: «Mi sento di chiarire - dice il sindaco di Briona Maurizio Boriani - che la proposta di fusione richiede la condivisione dei cittadini brionesi che a Briona pagano tasse e tributi e non di coloro che, essendo altrove residenti, possono avere argomenti di mero campanilismo. Un eventuale comitato che volesse proporre motivazioni di contrarietà serie e documentate sarà benvenuto nel dialogo democratico». 

 

Il commercialista brionese Mauro Rossi: «Sono favorevole alla fusione anche se mi sembra manchi la consapevolezza che la realtà di Briona è più complessa di quella di Fara. A Briona il territorio comprende risaie e colline. Inoltre ci sono le frazioni che invece a Fara sono inesistenti. La nascente tangenziale, se verrà completato il secondo lotto di Briona, potrebbe essere un ulteriore elemento unificante».  

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