Staffieri condannato per calunnia a un altro carabiniere

Accusò ingiustamente un collega: dovrà scontare due anni

L’ex comandante del Nucleo ispettorato del lavoro di Novara, Domenico Staffieri con il suo legale, l’avvocato Simona Perico


Pubblicato il 13/02/2018
novara

Il maresciallo Domenico Staffieri, 57 anni, l’ex comandante del Nucleo ispettorato del lavoro di Novara già condannato per corruzione e concussione, ha calunniato il collega del Reparto operativo brigadiere capo Armando Barbieri. E lo ha fatto proprio durante il processo per una delle più grandi inchieste degli ultimi anni a Novara sugli illeciti commessi nella pubblica amministrazione. 

 

Ribaltato il primo grado

Così ha deciso ieri la Corte d’Appello di Torino che, ribaltando la sentenza di assoluzione emessa dal tribunale di Novara nel marzo 2016, ha condannato il militare oggi in pensione a 2 anni di reclusione. Il procuratore generale ne aveva chiesti 2 e mezzo, parlando di una decisione di primo grado in cui «le prove sono state valutate in modo errato». E così ha fatto anche il legale del carabiniere calunniato, l’avvocato Simona Gabbiani: la parte civile ha ottenuto un risarcimento del danno pari a 25 mila euro. «Finalmente si è fatta giustizia», commenta. Non ha avuto successo la richiesta dei difensori dell’imputato, gli avvocati Simona Perico e Alessandro Sola, di respingere l’appello presentato dalla Procura di Novara: «Staffieri non voleva calunniare nessuno. Non c’era intenzione di danneggiare il collega. Si stava solo difendendo dalle accuse lanciate da Giulio». 

 

La vicenda

Durante il suo interrogatorio come imputato al maxi processo, all’udienza del 1° dicembre 2011, Staffieri aveva sostenuto che Barbieri sapeva della tangente intascata dal comandante del Nucleo ispettorato del lavoro dall’imprenditore edile Andrea Giulio per sistemare problemi sorti in un cantiere edile per un infortunio mortale.  

Al processo per corruzione si parlò di una cifra che si aggirava attorno ai 100 mila euro. «Giulio mi sta pressando – così, secondo Staffieri, gli avrebbe detto il collega –. Mi ha chiesto di intervenire presso di te per risolvere la questione. Vedrai che ci scapperà anche un regalino». Frasi non vere, secondo la Procura. E nemmeno secondo la vittima che ieri, in base alle nuove norme del decreto Orlando in tema di appello fatto dal pubblico ministero contro un’assoluzione (trattandosi di una vicenda in cui si devono valutare le dichiarazioni di una parte contro l’altra) è stato riascoltato come testimone a Torino: «Sono al Nucleo investigativo da 27 anni e ho sempre messo in testa il lavoro: questa vicenda mi ha creato seri problemi».  

 

Verso la Cassazione

Sia lui che l’imprenditore Giulio hanno confermato quanto già dichiarato in primo grado. Evidentemente la Corte ha interpretato in maniera differente le prove raccolte a Novara. È già certo che per questa vicenda si andrà fino in Cassazione. 

Gli altri filoni

L’inchiesta Staffieri, suddivisasi in tre filoni e una cinquantina gli indagati - nel 2009 aveva messo in evidenza un sistema di «malaffare» e regalie per mitigare i controlli di ditte e cantieri della provincia, con il coinvolgimento di amministratori pubblici, esponenti delle forze dell’ordine, imprenditori, negozianti. L’ex maresciallo ha già scontato 5 anni. Per alcuni filoni è stato assolto.  

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