Città della salute di Novara: firmato l’accordo. L’anno prossimo aprono i cantieri

Lo Stato stanzia 127,5 milioni mentre la Regione 6,7. Il sindaco Canelli: “Entro il 2025 avremo l’ospedale”

Una veduta dell’attuale ospedale Maggiore


Pubblicato il 14/02/2018
novara

Per la Città della Salute è il passaggio decisivo, fondamentale: il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e quello della Salute Beatrice Lorenzin hanno sottoscritto l’accordo di programma integrativo. Il testo va a modificare quello già firmato il 2 marzo 2016 in una cerimonia al Broletto dopo che il nuovo Codice degli appalti ha costretto a variare completamente lo schema finanziario dell’opera. La formula scelta, il partenariato pubblico-privato, imposta dalla normativa vigente, richiede ora che il contributo pubblico non superi il 30% dei 320 milioni totali, mentre in origine era del 76%. Il resto lo metterà il soggetto privato in cambio di un «canone di disponibilità» di 18 milioni 775 mila euro all’anno per 26 anni. 

 

L’effetto concreto è di sbloccare i fondi statali (95 milioni) e regionali (5,2 milioni) da investire nell’opera. In realtà le risorse pubbliche saranno superiori: 127,5 milioni dallo Stato e 6,7 dalla Regione. L’eccedenza verrà destinata alle apparecchiature tecniche. «Ora - informa la Regione dando notizia dell’approvazione - partirà la procedura per l’assegnazione dei lavori, che dovrebbero iniziare entro i primi mesi del 2019». Sui tempi c’è ancora un’incognita. Nella gara per scegliere l’advisor che fornirà l’assistenza legale e finanziaria per predisporre gli atti di affidamento, 7 delle 8 società partecipanti sono state escluse: alla fase di valutazione tecnico-qualitativa ed economica è stata ammessa solo Ernst & Young. Il timore è che qualcuno degli estromessi (soggetti del calibro di Deloitte, Kpmg e PricewaterhouseCooper, tra gli altri) ricorra al Tar, rallendando l’iter. 

 

«È un risultato storico - dice il sindaco Alessandro Canelli - ora tutte le carte sono pronte. L’accordo di programma sancisce che i soldi ci sono: tra 6-7 anni avremo l’ospedale. Eventuali intoppi possono rallentare un po’, ma dopo tanti anni non sarà qualche mese in più a costituire un problema». «Non possiamo che essere soddisfatti per l’atto formale di oggi - aggiungono l’assessore regionale Augusto Ferrari e il vicepresidente della commissione Sanità Domenico Rossi - che conferma come la Regione Piemonte stia rispettando gli impegni presi a inizio legislatura». «L’accordo di programma - commenta di Mario Minola, commissario del Maggiore - è il coronamento di un iter molto complesso, durato anni». La firma permetterà di avviare i lavori preliminari di bonifica dell’area, 390 mila metri quadri dell’ex Piazza d’Armi, su cui sorgeranno 167 mila metri quadri coperti, di cui 156 mila destinati all’ospedale e il resto all’università e ad altri servizi. 

 

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