Raid xenofobo a Macerata, la Procura chiederà il giudizio immediato per Traini

L’uomo è accusato di strage aggravata dall’odio razziale per la sparatoria del 3 febbraio
ANSA

Luca Traini durante l’arresto a Macerata


Pubblicato il 14/02/2018
Ultima modifica il 14/02/2018 alle ore 23:41

La Procura di Macerata chiederà «quanto prima» il giudizio immediato dinanzi alla Corte di Assise per Luca Traini, accusato di strage aggravata per il raid xenofobo a colpi di pistola del 3 febbraio, «in modo da giungere celermente alla celebrazione del processo ed alla sentenza di primo grado rispetto ad una condotta criminosa, posta in essere per odio razziale, valutata di particolare gravità». Lo annuncia in una nota il procuratore Giovanni Giorgio. 

 

Anche sul fronte del raid di Traini le indagini proseguono. «Sono stati nominati i consulenti medico-legali, in servizio presso l’istituto di medicina legale dell’Università di Macerata - spiega Giorgio - al fine di definire in modo preciso l’entità delle lesioni patite dai sei feriti e per acquisire ulteriori dati medico-legali d’interesse» in modo da «articolare dettagliatamente le contestazioni da muovere al responsabile della contestata strage». In corso anche accertamenti balistici affidati al personale del Ris dei carabinieri di Roma, da effettuarsi sulla pistola sequestrata all’indagato e dei numerosi bossoli rinvenuti da personale della Questura e del Comando provinciale dei Carabinieri di Macerata. 

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