Tecnologia
21/02/2018 - FOTOGALLERY

I 12 segni della saturazione del mercato degli smartphone


ANDREA NEPORI

Per la prima volta in dieci anni nel 2017, le vendite del mercato smartphone hanno segnato una flessione. Leggerissima, a dire il vero, ma sufficiente perché gli analisti dichiarassero raggiunto il picco di crescita del mercato. Probabilmente hanno ragione: ecco 12 indizi che avvalorano questa teoria.

Stop alla crescita

Secondo i dati diffusi da IDC a inizio febbraio nel 2017 le vendite degli smartphone sono diminuite dello 0,1%. Una percentuale trascurabile solo all’apparenza, perché indica che il settore è stabile ma non è cresciuto, per la prima volta in almeno dieci anni.

Il superciclo dell’iPhone non c’è stato

L’iPhone, con una quota di mercato globale di circa il 20% nell’ultimo trimestre del 2017, è un ottimo indicatore dello stato generale del settore. Negli ultimi tre mesi dell’anno scorso, nonostante una crescita dei profitti legati al prezzo più alto di iPhone X, le vendite dello smartphone di Cupertino sono scese rispetto allo stesso periodo del 2017 (77,32 milioni contro i 78,29 milioni dell’anno scorso). Il cosiddetto “superciclo” di aggiornamento dei dispositivi previsto dagli analisti (che scommettevano sul richiamo commerciale di nuove funzioni hardware) non c’è stato.

I prezzi salgono

Non è un caso che Apple, Samsung e altri produttori nel 2017 abbiano deciso, quasi all’unanimità, di alzare i prezzi dei terminali di fascia alta. I produttori si sono tutelati per tempo dalle previsioni di decrescita con un aumento dei margini. La strategia ha funzionato particolarmente bene per Apple, ma non è chiaro quanto sia sostenibile sul medio termine senza un ritorno alla crescita delle vendite dei dispositivi.

Novità incrementali

La necessità di aggiungere funzioni incrementali sempre più ricercate è un altro segno della saturazione del mercato. In un settore in cui ogni telefono si assomiglia, i produttori cercano soluzioni sempre più “creative” e avanzate per distinguere i propri terminali. Un problema di omologazione che riguarda soprattutto i terminali Android.

Triple fotocamere

Uno degli elementi che meglio esemplifica il punto precedente è l’evoluzione della qualità fotografica dei dispositivi. Già nel 2017 il comparto fotografico è stato uno dei maggiori differenziatori fra i tanti modelli di smartphone disponibili sul mercato. Quest’anno vedremo ancora qualcosa di simile, a partire dalla tripla fotocamera che debutterà sul nuovo flagship di Huawei, a fine marzo.

Addio wow factor

La crescente difficoltà nello stimolare l’interesse dei consumatori con nuove funzioni e caratteristiche si può interpretare come una conseguenza della saturazione del mercato smartphone. Le economie di scala costringono ormai i produttori ad aggiornamenti evolutivi che i dipartimenti di marketing delle aziende devono cercare di vendere ad un pubblico sempre più esigente. La difficoltà crescente nel realizzare nuove soluzioni tecnologiche (come la fotocamera con sensore di profondità di iPhone X) è ormai inversamente proporzionale all’entusiasmo che i nuovi prodotti sono capaci di generare nel consumatore.

Sono tutti uguali

Tutti i dispositivi sopra una certa fascia di prezzo ormai tendono a seguire un copione simile nel progresso degli aggiornamenti, come nel caso degli schermi senza bordi con formato 18:9 nel 2017. Distinguere fra un marchio e l’altro diventa sempre più difficile e quasi tutti i maggiori flagship (iPhone incluso) si assomigliano e si equivalgono quanto a potenza, stabilità, qualità dello schermo, qualità delle foto.

La differenza la fa il software

Fra la componentistica e le prestazioni “grezze” dell’ultimo iPhone e dell’ultimo flagship Android non ci sono eccessive differenze, ma il controllo e l’integrazione di iOS garantiscono ad Apple un vantaggio competitivo non trascurabile.

L’hardware degli smartphone è ormai diventato, a tutti gli effetti, una commodity (già da qualche anno) e come in ogni mercato saturo che si rispetti la vera differenza la fa il valore intangibile del software. Non è un caso che Apple leghi a doppio filo l’uscita di un nuovo iPhone con la pubblicazione di una nuova versione di iOS, un lusso che i concorrenti Android non si possono permettere.

Durano di più

Un altro elemento che ha contribuito alla prima flessione delle vendite degli smartphone nel 2017 è in realtà un aspetto positivo per il consumatore: quasi tutti gli smartphone di fascia medio-alta durano di più, allungando di conseguenza la durata media dei cicli di aggiornamento. Con buona pace di chi continua a sostenere complotti inesistenti sull’obsolescenza programmata.

Apertura a mercati in via di sviluppo

La saturazione del mercato occidentale spinge già da qualche anno i produttori a puntare con insistenza sui mercati emergenti. Per Apple una delle piazze più importanti e difficili è quella cinese (che pure ha dato segnali di decrescita) dove si trova a competere con i produttori che giocano in caso. Altro mercato promettente per tutti i maggiori produttori è quello Indiano. Interessante il caso di Huawei, invece: già forte in Europa e in Asia, il marchio di Shenzhen sta cercando (per ora senza successo) di affermarsi sul mercato americano.

Sempre più accessori e servizi

Un altro chiaro segno del raggiungimento del picco del mercato smartphone è l’enfasi che i produttori ripongono sulla commercializzazione di accessori e servizi aggiuntivi. Cupertino ha appena lanciato il suo smart speaker che allarga l’ecosistema di Siri e la portata di Apple Music, il servizio di streaming musicale a pagamento. Samsung prova a rafforzare il suo ecosistema grazie alla realtà virtuale e a esperimenti come DeX, il dock che trasforma i dispositivi Galaxy in un PC.

Servono novità “esterne”, come il 5G

L’unica novità di rilievo che potrebbe dare una nuova spinta al mercato degli smartphone è l’avvento del 5G, quando la promessa di nuove connessione superveloci e ubique potrebbe innescare un nuovo superciclo di aggiornamenti. La strada però è ancora lunga e piena di ostacoli - soprattutto di natura infrastrutturale.

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